Negli ultimi mesi la rendicontazione di sostenibilità è uscita dall’ambito delle grandi multinazionali ed è diventata un tema sempre più concreto anche per molte imprese italiane. Non solo per effetto delle normative europee, ma soprattutto perché clienti, banche, gruppi societari e partner commerciali iniziano a richiedere informazioni sempre più precise su organizzazione aziendale, gestione dei rischi, sostenibilità ambientale e governance.
La direttiva CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) ha cambiato in modo significativo il modo in cui le aziende dovranno comunicare le informazioni ESG, introducendo standard comuni a livello europeo e criteri molto più dettagliati rispetto al passato.
Negli ultimi aggiornamenti normativi, inoltre, l’Unione Europea è intervenuta nuovamente sul tema attraverso il cosiddetto Pacchetto Omnibus, che ha ridotto il numero delle imprese direttamente obbligate e introdotto alcune semplificazioni operative. Questo non significa però che il tema riguardi soltanto le grandi aziende: molte PMI stanno già iniziando a confrontarsi con richieste legate alla sostenibilità, soprattutto quando operano all’interno di filiere strutturate.

Cos’è la rendicontazione di sostenibilità

La rendicontazione di sostenibilità è il processo attraverso cui un’impresa raccoglie e comunica informazioni relative al proprio impatto ambientale, sociale e organizzativo. Accanto ai dati economici tradizionali entrano quindi aspetti legati a:

  • consumi energetici
  • gestione delle risorse
  • politiche aziendali dedicate al personale
  • governance interna
  • gestione dei rischi ESG

L’obiettivo della Direttiva europea 2022/2464 è rendere queste informazioni più trasparenti, confrontabili e verificabili, così da consentire a investitori, istituti di credito e stakeholder di valutare le aziende non soltanto dal punto di vista economico, ma anche sotto il profilo organizzativo e della sostenibilità.
Uno degli elementi più rilevanti introdotti dalla CSRD riguarda il principio della doppia materialità. In pratica, le imprese non devono limitarsi a descrivere come i fattori ambientali o sociali influenzano l’azienda, ma devono anche spiegare quale impatto l’attività aziendale produce verso l’esterno, lungo tutta la catena del valore.

Cosa cambia con la direttiva CSRD

La CSRD ha ampliato in modo significativo gli obblighi rispetto alla precedente normativa europea sulla comunicazione non finanziaria. Le informazioni sulla sostenibilità devono essere inserite direttamente nella relazione sulla gestione e predisposte seguendo gli standard ESRS (European Sustainability Reporting Standards), creati per uniformare i criteri di raccolta e presentazione dei dati ESG a livello europeo. Per molte aziende questo significa passare da una gestione spesso frammentata delle informazioni ESG a un sistema più strutturato, che richiede processi interni definiti, raccolta dei dati coordinata e maggiore tracciabilità delle informazioni.
Negli ultimi aggiornamenti normativi l’Unione Europea ha inoltre introdotto alcune semplificazioni attraverso il Pacchetto Omnibus, intervenendo sia sul perimetro delle imprese obbligate sia sugli standard ESRS, con l’obiettivo di ridurre gli adempimenti considerati meno rilevanti e rendere il sistema più gestibile per le imprese.

Quali aziende saranno obbligate nel 2026?

Un punto che ha generato molta confusione riguarda proprio le aziende coinvolte dagli obblighi di rendicontazione. Con le modifiche introdotte dal Pacchetto Omnibus pubblicato nel 2026, la CSRD si applicherà principalmente alle imprese che superano contemporaneamente determinate soglie dimensionali, tra cui oltre 1.000 dipendenti e ricavi superiori a 450 milioni di euro. Questo ridimensionamento del perimetro ha escluso molte PMI dagli obblighi diretti. Tuttavia, nella pratica, numerose piccole e medie imprese continuano a ricevere richieste di informazioni ESG da parte di clienti, gruppi internazionali e soggetti finanziari. In molti casi questi dati vengono utilizzati per valutazioni legate alla supply chain, all’accesso al credito o ai criteri di affidabilità adottati da grandi aziende e istituti finanziari.
Per questo motivo, anche le realtà non obbligate stanno iniziando a organizzarsi, soprattutto quando fanno parte della supply chain di aziende già soggette alla rendicontazione di sostenibilità.

Perché molte aziende si stanno muovendo in anticipo

Sempre più imprese stanno iniziando a lavorare sui temi ESG prima ancora di avere un obbligo diretto. Per molte aziende, però, la parte più complessa non riguarda il documento finale, ma la gestione delle informazioni necessarie alla rendicontazione e l’organizzazione dei processi aziendali collegati alla raccolta dei dati. In parte perché la normativa continuerà ad evolversi nei prossimi anni, ma soprattutto perché le richieste del mercato stanno già cambiando. La sostenibilità entra sempre più spesso nelle valutazioni legate all’affidabilità aziendale, all’accesso al credito e ai rapporti commerciali.
Affrontare questi aspetti gradualmente consente alle aziende di evitare interventi improvvisi, migliorare l’organizzazione interna e arrivare più preparate quando le richieste diventeranno più strutturate. Oggi la rendicontazione di sostenibilità non viene più percepita soltanto come un adempimento tecnico, ma come un tema che coinvolge direttamente il modo in cui l’impresa gestisce dati, processi e relazioni con l’esterno.

Studio Del Fiume ti supporta nella rendicontazione di sostenibilità

La gestione della rendicontazione ESG richiede attenzione sia agli aspetti normativi sia all’organizzazione concreta delle attività aziendali. Le esigenze infatti possono cambiare molto in base alla struttura dell’azienda, al settore in cui opera e ai rapporti con clienti o gruppi societari già coinvolti dagli obblighi ESG. Studio Del Fiume supporta imprese e professionisti nell’analisi delle novità legate alla sostenibilità aziendale, aiutando le aziende a comprendere quali obblighi possano riguardarle, quali informazioni sia necessario raccogliere e come organizzare in modo più efficace i processi interni collegati alla gestione dei dati ESG. Contattaci subito per una consulenza dedicata sulla rendicontazione di sostenibilità!