Sviluppare una startup innovativa richiede risorse per sostenere ricerca, tecnologia, personale e primi investimenti. Per alcune imprese, una parte di questi costi può essere coperta attraverso strumenti di finanza agevolata. Tra le misure nazionali dedicate alle nuove imprese innovative c’è Smart&Start Italia, l’incentivo promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e gestito da Invitalia. La misura finanzia piani d’impresa con spese comprese tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro e prevede un finanziamento agevolato a tasso zero, che può coprire una parte significativa dei costi ammessi.
Vediamo quali imprese possono accedere a Smart&Start Italia, quali spese possono essere inserite nel progetto e come funziona la domanda.
Cos’è Smart&Start Italia?
Smart&Start Italia è un incentivo rivolto alle startup innovative ad alto contenuto tecnologico. L’obiettivo è sostenere la nascita e lo sviluppo di nuove imprese che basano il proprio progetto su innovazione, tecnologia e ricerca. Il piano deve avere caratteristiche coerenti con gli obiettivi della misura. In particolare, può riguardare lo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni con un significativo contenuto tecnologico e innovativo, iniziative legate all’economia digitale o attività che valorizzano economicamente i risultati della ricerca.
Tra gli ambiti considerati rientrano anche tecnologie come intelligenza artificiale, blockchain e Internet of Things.
Chi può richiedere le agevolazioni per startup?
L’incentivo si rivolge principalmente alle startup innovative di piccola dimensione, costituite da non più di 60 mesi e iscritte nella sezione speciale del Registro delle Imprese.
Possono accedere alla misura anche:
team di persone fisiche che intendono costituire una startup innovativa in Italia;
cittadini stranieri in possesso dello Startup Visa;
imprese straniere che si impegnano ad aprire una sede operativa in Italia.
Nel caso di un team che non ha ancora costituito la società, la costituzione della startup deve avvenire entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni. La misura, quindi, può essere presa in considerazione anche quando l’impresa non è ancora formalmente costituita, purché il progetto abbia i requisiti richiesti.
Quali progetti finanzia Smart&Start Italia?
Il programma non è destinato indistintamente a tutte le nuove imprese. Il progetto deve presentare almeno una delle caratteristiche previste dalla misura. Può riguardare, ad esempio:
lo sviluppo di prodotti o servizi con un significativo contenuto tecnologico e innovativo;
soluzioni legate all’economia digitale;
applicazioni basate su intelligenza artificiale, blockchain o Internet of Things;
la valorizzazione economica dei risultati della ricerca pubblica o privata;
progetti sviluppati anche attraverso collaborazioni con organismi di ricerca, incubatori, acceleratori o Digital Innovation Hub.
La componente tecnologica deve quindi essere parte concreta del progetto imprenditoriale e trovare riscontro nel piano presentato a Invitalia.
Quanto si può finanziare
Smart&Start Italia riguarda piani d’impresa con un valore compreso tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro. Le risorse possono essere utilizzate per sostenere investimenti, servizi, costi del personale e altre spese necessarie allo sviluppo dell’attività, purché rientrino tra quelle previste dalla misura.
La dimensione del progetto deve quindi essere coerente con le effettive esigenze della startup. Il business plan deve spiegare come verranno utilizzate le risorse e quale ruolo avranno i diversi investimenti nello sviluppo dell’impresa.
Quali spese sono ammesse
Le spese finanziabili comprendono diverse categorie di costi legati alla realizzazione del piano d’impresa.
Beni e attrezzature
Possono rientrare nel progetto beni di investimento e attrezzature tecnologiche necessarie allo svolgimento dell’attività. La spesa deve essere direttamente collegata al progetto presentato e rispettare le condizioni previste dalla normativa.
Software, brevetti e altre risorse immateriali
Smart&Start può sostenere anche l’acquisizione di beni immateriali e diritti necessari allo sviluppo del progetto, come software, brevetti, licenze e know-how. Questa voce assume particolare rilevanza per le startup il cui prodotto è basato prevalentemente su tecnologia, sviluppo software e proprietà intellettuale.
Personale
Tra i costi finanziabili rientrano anche alcune spese relative al personale impiegato nella realizzazione del piano. La componente relativa alle risorse umane deve essere coerente con le attività previste dal progetto e con le modalità di rendicontazione stabilite dalla misura. Invitalia ha inoltre pubblicato indicazioni specifiche sui costi standard per la rendicontazione delle spese di personale.
Servizi specialistici e marketing
Il piano può comprendere servizi specialistici necessari allo sviluppo dell’iniziativa. Tra le spese previste rientrano anche attività di marketing e web marketing, oltre a servizi connessi allo sviluppo e alla realizzazione della soluzione tecnologica.
Per una startup nella fase di ingresso sul mercato, questa possibilità permette quindi di inserire nel piano anche alcune attività necessarie a costruire la presenza commerciale e digitale dell’impresa.
Come funziona il finanziamento Smart&Start Italia?
La principale agevolazione per startup prevista da Smart&Start Italia è un finanziamento a tasso zero e senza necessità di garanzie che copre, in via ordinaria, l’80% delle spese ammissibili. La copertura può arrivare al 90% in alcune situazioni, ad esempio quando la startup è costituita interamente da donne e/o da giovani under 36. La stessa percentuale può essere prevista quando nella compagine societaria è presente almeno un esperto con titolo di dottore di ricerca, o equivalente, conseguito da non più di sei anni e impiegato stabilmente all’estero in attività di ricerca o didattica da almeno tre anni.
Cosa cambia per le startup del Mezzogiorno
Per le startup localizzate in alcune regioni del Mezzogiorno è prevista una componente di agevolazione ulteriore. La misura interessa Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e prevede una quota a fondo perduto collegata al finanziamento concesso, secondo le condizioni stabilite da Smart&Start Italia.
Questa caratteristica modifica la struttura dell’agevolazione rispetto alle startup localizzate nelle altre regioni italiane e deve essere considerata quando si prepara il piano finanziario dell’iniziativa.
Il tutoraggio per le startup più giovani
Smart&Start Italia prevede anche un servizio di accompagnamento per le startup costituite da non più di 36 mesi alla data di presentazione della domanda. Il servizio comprende attività di tutoraggio tecnico-gestionale, con un valore massimo previsto dalla misura, e riguarda aspetti legati alla gestione e allo sviluppo dell’impresa.
L’affiancamento si aggiunge quindi alla componente finanziaria del programma e riguarda le fasi iniziali della vita della startup.
Come viene valutato il business plan
La qualità del business plan ha un peso concreto nell’istruttoria. Invitalia ha pubblicato nel 2026 una guida dedicata proprio ai criteri utilizzati per valutare le domande Smart&Start. Il documento chiarisce che l’analisi riguarda la coerenza complessiva tra idea imprenditoriale, strategia, competenze del team e sostenibilità economico-finanziaria.
Tra gli elementi esaminati rientrano quindi:
le competenze del team;
le caratteristiche innovative del prodotto o servizio;
il mercato di riferimento;
la fattibilità tecnica e operativa;
la sostenibilità economica e finanziaria;
la strategia commerciale;
il fabbisogno finanziario necessario per realizzare il progetto.
Un business plan efficace deve mettere in relazione questi elementi. Descrivere il prodotto non basta: occorre spiegare come verrà sviluppato, a chi sarà venduto, quali risorse servono e quali risultati economici si prevede di raggiungere.
Come presentare la domanda
La domanda per Smart&Start Italia viene presentata esclusivamente online attraverso l’area personale di Invitalia. Per accedere alla procedura sono necessari:
SPID, CNS o CIE;
business plan e documentazione richiesta;
firma digitale;
indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).
Smart&Start Italia funziona a sportello: le domande vengono esaminate secondo l’ordine di presentazione e non è prevista una graduatoria basata su una scadenza unica.
Prima dell’invio è quindi opportuno controllare con attenzione sia i requisiti della startup sia la struttura del piano d’impresa e delle spese inserite.
Smart&Start Italia: cosa valutare prima di presentare la domanda
La verifica dei requisiti è solo una parte del lavoro. Prima di costruire una domanda Smart&Start conviene partire dal progetto imprenditoriale e ricostruire il fabbisogno finanziario reale: quali investimenti servono per sviluppare il prodotto? Quanto personale sarà necessario? Quali servizi dovranno essere acquistati? Quali costi bisognerà sostenere prima che l’attività inizi a generare ricavi?
Da queste valutazioni dovrebbe poi derivare il piano economico-finanziario. Anche l’ammissibilità delle singole spese va verificata prima di inserirle nel progetto. Una previsione di costo non coerente con le regole della misura può infatti creare problemi nella fase di valutazione o di rendicontazione.
Studio Del Fiume per la finanza agevolata delle startup innovative
Per una startup che sta preparando un progetto innovativo, individuare il finanziamento giusto richiede una lettura congiunta degli aspetti fiscali, finanziari e aziendali.
Studio Del Fiume affianca imprese e startup nella valutazione delle misure di finanza agevolata, analizzando il progetto, i requisiti richiesti e la struttura economico-finanziaria dell’iniziativa.
Se stai sviluppando una startup innovativa e vuoi capire se Smart&Start Italia può essere applicato al tuo progetto, puoi rivolgerti allo Studio Del Fiume per una consulenza.
Analizzeremo il progetto, le spese previste e la situazione dell’impresa per verificare la compatibilità con la misura e individuare il percorso più adatto per la richiesta di agevolazione.
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